1° VOLUMEIn questo volume si racconta la nascita del latino, lingua indoeuropea che si sarebbe diffusa nel bacino del Mediterraneo, e di come gli antichi romani esprimevano attraverso le parole l’universo degli affetti. Vengono spiegati termini che usiamo ancora oggi relativi al lavoro della terra e ricordate massime durature come e più del bronzo (si dice, infatti, «aere perennius»). Impareremo a familiarizzare con lo stile e il significato dei versi indimenticabili di Catullo e delle pagine leggendarie di Cesare. Infine, un’utile appendice dedicata alle declinazioni.
3° VOLUMECOSTUMI D'ITALIAMike Bongiorno, la Corrida, il calcio… ma anche il latino, i concorsi per la scuola, gli esami di maturità, i comici che fanno politica, i politici che fanno i comici, Berlusconi che diventa l’Italia, l’Italia che si riconosce in Berlusconi, l’evasione fiscale…Questo sono gli Italiani descritti e smontati analiticamente da Umberto Eco in questo volume, dal 1961 al 2012: creativi, flessibili, talvolta sommari, fiduciosi, passatisti, populisti…Il genio italico non cambia col passare dei decenni; si adatta, per trovare sempre nuove forme - che ci fanno sorridere, talvolta ci preoccupano, il più delle volte ci corrispondono.
UN LIBRO POTENTE PER NON TORNARE INDIETROPartigiane, casalinghe, magistrate, giornaliste, sindacaliste, chirurghe, psichiatre, artiste, rettrici. Sono le appassionate che hanno cambiato il nostro futuro, donne di diverse generazioni che hanno lottato contro pregiudizi e stereotipi. Maria Novella De Luca e Simonetta Fiori, storiche firme di Repubblica, hanno raccolto le storie di chi ha cambiato il mondo senza aspettare il permesso di farlo. Protagoniste di una rivoluzione inarrestabile, viva e ancora aperta.
Umberto Eco è stato sempre un attento osservatore di quell’insieme di valori, gusti, divieti, convinzioni che caratterizzano la vita di un’epoca: dai modi di parlare ai tic nei comportamenti, dai prodotti di maggiore successo in tv alle preferenze politiche. Le mode, per Eco, emergono in tutti i campi, non solo nell’abbigliamento, e sono preziosissime per capire una cultura. Cosa scandalizza ancora gli italiani? E cosa invece piace? Qual è il limite di trasgressione oltre cui si eccede? E cosa, invece, può essere tollerato senza problemi?
In questi scritti Eco ci offre uno spaccato, quasi sempre ironico, delle contraddizioni dell’essere umano, che dice tutto e il suo contrario, si scandalizza per un gesto disinibito ma offende serenamente nei suoi discorsi d’odio chiunque non sia d’accordo con lui, costruisce tribunali popolari ma non tollera i giudici dei tribunali veri.
10° VOLUMETIBERIOSe la morte violenta di Giulio Cesare aveva innescato una serie di conflitti che avrebbe finito per consacrare il suo progetto politico e perfino la sua divinizzazione, l’eutanasia anticipata somministrata al capezzale del settantasettenne Tiberio segnò invece il compimento di un fallimento, tanto politico quanto personale, che lo stesso principe, ormai stanco, aveva riconosciuto da tempo. Cresciuto in una famiglia profondamente legata agli ideali repubblicani e poi sospinto ai vertici dell’Impero, Tiberio inseguì senza riuscirci il sogno di conciliare libertà e principato. Con il passare degli anni si trasformò in persecutore, offrendo ai contemporanei e ai posteri l’immagine di un despota. Ma fu, al tempo stesso, un uomo profondamente solo e spesso frainteso.
Umberto Eco non è mai stato un filosofo lontano dalla realtà. Fin da quando si occupava prevalentemente di Tommaso d’Aquino ha esercitato una forma di impegno critico rispetto ai temi dell’attualità. Fra questi, la guerra ha rappresentato con continuità un punto di attenzione – dagli anni ’60-’70, in cui il conflitto armato imperversava in Italia e nel mondo, agli anni 2000, in cui la guerra è diventata globale, mediatica, per certi (ingannevoli) versi meno cruenta. In un momento come questo in cui il mondo è di nuovo acceso da tanti focolai di conflitto, le riflessioni di Eco risuonano come campane di attenzione: attenzione a non cadere nei manicheismi di buoni e cattivi, nel sogno di paci impossibili o di conflitti risolutivi, nell’illusione che la vittoria si dia solo nell’umiliazione del nemico o nel sogno di tempi che sono di progresso inarrestabile. Sono sempre possibili nuovi Medioevi.
9° VOLUMEI BORGIAIl 6 agosto, appena tre giorni dopo che le caravelle di Cristoforo Colombo sono salpate alla ricerca di nuove rotte e nuovi mondi, a Roma si riunisce il conclave. Siamo nel 1492: l’Italia ha appena perduto Lorenzo il Magnifico, ultimo argine agli equilibri fragili della penisola, e alla fine di luglio si è spento anche il pacato papa Innocenzo VIII. Dalle votazioni emerge il nome del cardinale Rodrigo Borgia. Con prontezza indossa la tiara quasi fosse una corona e si insedia sul trono pontificio come non appartenesse a San Pietro, ma a un sovrano laico. È un tempo agitato da intrighi, guerre e congiure, e proprio in questo clima la potenza dei Borgia si dispiega in tutta la sua forza. Non solo l’Italia, ma l’Europa intera assisterà ai sogni di grandezza di un papa divenuto quasi un Imperator, alle ambizioni di un cardinale trasformato in principe modello e all’ascesa di una figlia di papa destinata a diventare duchessa. È così che prende avvio la saga di Alessandro, Cesare e Lucrezia Borgia.
8° VOLUMEABRAMO LINCOLN«Si può ingannare tutti per un po’, o qualcuno per sempre, ma non si può ingannare tutti per sempre.» È improbabile che Abramo Lincoln abbia davvero pronunciato queste parole, ma certamente riflettono lo spirito dei valori che lo animavano. Con un passato da tagliaboschi, battelliere, postino e uomo di mille mestieri, Lincoln raggiunse la più alta carica degli Stati Uniti conservando la reputazione di integrità che lo aveva accompagnato per tutta la vita. È impossibile sapere quanto ancora avrebbe potuto offrire al suo Paese se non fosse stato assassinato da John Wilkes Booth; ciò che lasciò, però, fu una nazione più coesa e più cosciente di sé. Come accadde per altri grandi leader prima di lui, l’attentato pose fine alla sua vita, ma non riuscì a scalfire la forza del suo messaggio morale e intellettuale.