8° VOLUMEIn questo volume vediamo come, dopo il grande lavoro di riordino e sistemazione del latino avvenuto per merito degli autori del I secolo a.C., si apra un periodo in cui sono contrapposti atticismo e asianesimo, concinnitas e inconcinnitas. Apprendiamo come le feste religiose scandissero l’anno e quale rapporto avessero i Romani con la religione, scoprendo inoltre il relativo lessico, da divinatio a fasti, da immolare a pontifex. È quindi la volta di massime come «fama crescit eundo», «festina lente» e «frangar, non flectar», ancora oggi molto istruttive. Nella parte antologica, leggiamo tre autori: Lucrezio, a cui si deve un poema filosofico che non ha eguali nella latinità come il De rerum natura, Marziale, campione della poesia epigrammatica, e infine Lucano, con la sua Pharsalia, che sarebbe stata ammirata da tanti scrittori dei secoli seguenti. In chiusura, i cenni di grammatica sono dedicati al genitivo.
22° VOLUMEJOHN LENNONLa notte dell’8 dicembre 1980 una notizia sconvolse il mondo: a New York era stato ucciso John Lennon. L’evento occupò immediatamente le prime pagine di tutti i giornali, oscurando perfino la crisi degli ostaggi americani a Teheran. Con lui non veniva meno soltanto una leggenda della musica rock, ma si spegneva una voce che aveva incarnato lo spirito di un’intera generazione. La sua scomparsa segnò simbolicamente la fine di un’epoca in cui musica, stile e idea stessa di gioventù avevano conosciuto una trasformazione radicale e irreversibile.
7° VOLUMEIn questo volume ci viene offerto un affascinante approfondimento su come si amplia il vocabolario del latino, quando nel I secolo a.C. i Romani hanno ormai notevolmente accresciuto i propri orizzonti culturali e necessitano di parole nuove. Scopriamo inoltre il loro talento nella pittura e nell’architettura, discipline in cui non furono secondi a nessuno, mentre in ambito lessicale passiamo da ars a fingere, da histriones a musica, imparando così a destreggiarci proprio tra le arti. Le sentenze ci rappacificano con i nostri limiti: del resto, «errare human est». Il problema, semmai, è che «perseverare autem diabolicum»… L’autore di cui leggiamo versi scelti è Orazio, il più grande lirico della latinità, mentre in chiusura l’appendice grammaticale è dedicata alle concordanze e al nominativo.
21° VOLUMECHE GUEVARANell’autunno del 1966, dopo mesi vissuti nell’ombra tra Praga e L’Avana, Che Guevara entra clandestinamente in Bolivia insieme a un gruppo selezionato di combattenti cubani. Il progetto è ambizioso: trasformare l’America Latina in un nuovo fronte rivoluzionario, sul modello del Vietnam. Nel Sud del Paese viene allestita una base operativa da cui partono le prime azioni contro l’esercito boliviano, sostenuto dagli apparati statunitensi. Da lì ha inizio una serrata operazione di controguerriglia che si trasforma presto in un inseguimento senza tregua. Dopo mesi di scontri e fughe, l’epilogo arriva il 9 ottobre 1967: il Che viene catturato nel villaggio di La Higuera e ucciso dal tenente Mario Terán.
6° VOLUMEIn questo volume scopriremo appieno il latino classico: una lingua esemplare che non fu solo di Roma antica, ma che nei secoli divenne modello inarrivabile ai cui equilibri ogni idioma romanzo volle tendere. Ci immergiamo poi nelle logiche di conquista dell’Urbe, che seppe allargare sempre più i propri confini e al contempo favorire l’integrazione culturale delle popolazioni sottomesse: in tale indagine ci soccorre il lessico, con parole come colonia o imperium, maiestas o pax. Viene quindi il momento di dedicarci alle sentenze, con espressioni celebri come «de gustibus non est disputandum» o «dura lex, sed lex», prima di accostarci alla saggezza contenuta nelle pagine di Seneca. In chiusura, nell’appendice grammaticale, ci vengono presentati i principali verbi irregolari.
20° VOLUMEELISABETTA D'AUSTRIADa icona di grazia e mondanità, Elisabetta d’Austria viene trascinata nel cuore della politica dal gesto di un assassino. A colpirla è Luigi Lucheni, un uomo cresciuto tra abbandoni e frustrazioni, che per anni accumula rancore contro un mondo percepito come ostile, alimentando sogni di rivalsa. Quando arriva a Ginevra, il suo destino si incrocia con quello dell’imperatrice asburgica. Così Sisi entra tragicamente nella storia come la prima donna uccisa da un attentato anarchico. Un delitto che appare fortuito e insieme carico di simboli, segnando l’inizio di una nuova stagione europea. Sul loro incontro si proietta un’epoca al tramonto: l’anarchismo individualista e le aspirazioni irredentiste scuotono l’assetto del continente. In questo scenario, Sisi e Lucheni sembrano figure trascinate dagli eventi, strumenti inconsapevoli della crisi profonda che investe l’Europa di fine Ottocento.
5° VOLUMEIn questo volume apprendiamo come trasformarono la lingua i primi grandi autori della latinità: Livio Andronico, che tradusse l’Odissea omerica, Nevio, che compose il Bellum Poenicum, Ennio, con i suoi Annales, e infine i commediografi Plauto e Terenzio. Scopriamo come erano articolate le classi sociali e ci inoltriamo nel lessico della politica. È quindi la volta delle sentenze, che ci riportano con i piedi per terra («carmina non dant panem»: difficile campare con la letteratura), prima di renderci conto di cosa vuol dire davvero, e cioè etimologicamente, essere audaci o felici, generosi o prudenti. I passi scelti vengono da Giovenale, maestro della satira, e da Livio, storico di grandissima importanza. Infine, nell’appendice grammaticale, ecco i verbi deponenti.
4° VOLUMEIn questo volume risaliamo alle origini della letteratura latina, che nasce alla metà del III secolo a.C. e che sarà destinata a consegnarci capolavori indimenticabili. Nelle pagine successive incontriamo i più grandi oratori della storia di Roma, scoprendone i segreti, e ci appropriamo del lessico di questa disciplina: da ornatus a perspicuitas, da aptum a stilus. Si diceva, del resto, «Caesar non supra grammaticos» (“Cesare non è al di sopra dei grammatici”) per indicare i limiti a cui è sottoposta ogni autorità, anche la più alta. Dopo aver riconosciuto quante parole, in ambito economico, l’italiano abbia prelevato dal latino, è la volta di lasciarci incantare dalla poesia di Ovidio. Addentrandoci, infine, nel sistema verbale, vero motore della lingua.