17° VOLUMEFAVOLE E CARTOONUn cavallo parlante, una margherita giallo mare, un enigmatico Perepè. Il Gran Maestro dei Grigi e il Grande Inventore di Tutto il Mondo. Pancrazio Sonsazio, il leone che ogni mezzodì mangia un elefante per antipasto e tre polli con bignè. Sono solo alcuni dei personaggi che popolano le favole, le filastrocche e i cartoni animati di Andrea Pazienza. Un universo fiabesco dedicato ai bambini di tutte le età, in special modo a quelli che di crescere non ne vogliono proprio sapere.
16° VOLUMEBESTIARIOAndrea Pazienza era capace di passare ore a guardare un albero, un insetto oppure una mucca. Possedeva ogni cosa con lo sguardo e con le mani, in modo da carpirne l’essenza più intima. Quando finalmente impugnava la matita diventava lui stesso il soggetto del disegno, e ogni suo nervo si tendeva per saggiare la robustezza di quei rami, l’esilità di quelle zampette, la melodia di quel pigro ruminare. Nasce così questo libro, raccolta a tema di un soggetto che lo ha impegnato per tutta la vita.
15° VOLUMESUPERPAZEROTICUSUn erotismo irriverente, bizzarro, giocoso, spesso umoristico, alle volte molesto, attraversa l’intera opera di Andrea Pazienza. È un immaginario fervido e disinibito, che non percorre mai i sentieri battuti della sensualità commerciale, ma sfida invece il lettore a varcare la soglia dei canoni comunemente accettati. Perché anche il sesso è una questione culturale e dietro ogni ossessione si nasconde un insopprimibile impeto di libertà.
14° VOLUMEIL SEGNO '80“Per fare il fumetto bisogna partire dal segno”, amava ripetere Andrea Pazienza. Ogni oggetto è depositario di un segno, o di una serie di segni, da cui nasce “la matematica del segno e cioè il disegno”. La ricerca di un’estetica in grado di raccontare il presente fu un’ossessione incessante per l’autore. Nelle opere raccolte in questo libro c’è il suo sguardo, esuberante e mai pacificato, sul mondo.
13° VOLUMESPRAZZI STORIE 1974-1979Nel 1974, dopo il diploma al liceo artistico, Andrea Pazienza si iscrive al Dams di Bologna. Iniziano così “le nottate passate in luoghi fumosi, in cinema di terza, a leggere Godard… a disegnare con rabbia e senza voglia… a inseguire donne misteriose sotto i portici, a misurare lo spessore della nebbia in piazza Maggiore”. Sono gli anni dei primi lavori su commissione, in cui il baricentro della produzione artistica si sposta dalla pittura al fumetto. E in cui, sul finire dei Settanta, il suo talento si rivela con Pentothal, quello “sprazzo" che invece conteneva in sé innumerevoli inizi.
12° VOLUMECONVERGENZE“Prima di fare fumetti dipingevo quadri di denuncia... Ma i miei quadri venivano comprati da farmacisti che se li mettevano in camera da letto. Il fatto che il quadro continuasse a pulsare in quell’ambiente mi sembrava, oltre che una contraddizione, anche un limite enorme”. Così parlava Andrea Pazienza di quella sua prima stagione artistica, in gran parte sconosciuta, che avrebbe avuto una grande influenza sugli esordi nel mondo del fumetto. In questo libro, oggi, quei quadri tornano finalmente a respirare all’aria aperta.
11° VOLUMEGLI ANNI GIOVANILIIrrequieto, complimentoso, giullare, capace di cattiverie insulse e di paranoie sulle quali non tramonta il sole: prima ancora che gli spuntassero i baffi Andrea Pazienza era già Paz. Questo è il suo laboratorio creativo. Dai disegni fatti da bambino ai fumetti nati sotto il banco del liceo, dai primi lavori di illustrazione alla rivisitazione di tre componimenti di Jacques Prévert. I prodigi di un artista che non ha mai avuto paura di essere se stesso.
10° VOLUMEUNA ESTATE STORIE 1987-1988L’ultimo ciclo di storie, dal furibondo corpo a corpo con la morte di Campofame alle brutali battaglie delle guerre puniche viste con gli occhi di un cane da combattimento. E poi avvoltoi neri, rocce taglienti, granchi panciuti, gli occhi sbarrati di un alligatore impigliato nella rete. L’ultima estate di Andrea Pazienza, tra un umorismo disinvolto e irresistibile e quel groppo eterno che, non c’è niente da fare, proprio non vuole sciogliersi.